Chi sono

 

DICHIARAZIONE IN -ARE, -ERE, -IRE

CAMMINARE, SCALARE MONTAGNE DI GHIACCIO, DI NEVE E DI ZUCCHERO
FARE UN PO’ DI ALPINISMO EQUESTRE
TROVARE OGGETTI NASCOSTI ROVISTANDO NELLE TASCHE DEL GIARDINO
ASSAGGIARE UN PO’ DI ARCHEOLOGIA DOMESTICA
SCAVARE NELLE PIEGHE DEL FUTURO
CATTURARE OGGETTI SMEMORATI
SCOLPIRE PENSIERI COLORATI
RIDERE, ANCHE CON GATTI ALTRUI
COSTRUIRE GIOIELLI CON METALLI NOBILI E IGNOBILI
INGLOBARE MOLECOLE ATMOSFERICHE NEL PROPRIO PRODOTTO
PARTIRE CON VALIGIE PIENE DI CARAMELLE
ANNAFFIARE LE PROPRIE IDEE, SPESSO
ATTENDERE IL TEMPO DELLA MUTAZIONE
DIRE – FARE – BACIARE: DIRE, SOLO SE SI FA E AMARE QUELLO CHE SI FA
ANDARE VERSO IL CAOS COSMICO E RACCOGLIERE I FRAMMENTI DA INCORPORARE NEL PROGETTO
AIUTARE L’ARAGOSTA PRESBITE A TROVARE LA STRADA DEL RITORNO
FAVORIRE I PROCESSI NATURALI
STARE IN BILICO SUL TAPPETO VOLANTE E FARE CAPRIOLE
RUGGIRE CON GARBO SPESSO E VOLENTIERI
DESIDERARE E SPERIMENTARE
PERSEGUIRE I PROPRI PRINCIPI FINO AGLI ABISSI LUNARI
FARE LA RIVERENZA AI GRANDI MAESTRI
ASCOLTARE IN SILENZIO…
DISFARE, SCIOGLIERE, DISSOLVERE
CORPO DI MILLE BALENE!

* testo di Barbara Uderzo promulgato durante “La Grandissima Occasione”,  performance di designer italiani sul design italiano, tenutasi al Teatro dell’Arte della Triennale a Milano il 17 aprile 2015. Ogni designer invitato aveva a disposizione un minuto per dare un contributo fulmineo e originale alla riflessione sulla disciplina, come segnale forte per il futuro, che sintetizzasse la propria poetica anche visivamente, indossando un vestito in grado di teatralizzare la propria attitudine progettuale. Evento a cura di Silvana Annichiarico   

Vivo tra Creazzo (Vicenza) e Milano, dove ho inaugurato nel 2010 lo studio the blob house

Dal 1990 realizzo gioielli contemporanei, pezzi unici frutto di ricerca e sperimentazione che sono stati pubblicati in riviste e libri ed esposti in numerose gallerie d’arte e musei internazionali, quali La Triennale di Milano, il Museo delle Arti Decorative di Berlino, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Museo Mart di Rovereto, il Museo del Gioiello di Vicenza. 

Ho inoltre partecipato alla I° Biennale Internazionale Pechino nel 2013 e alla Triennale Europea del gioiello contemporaneo di Mons del 2014. Più volte i miei gioielli sono stati esposti nell’Oratorio di San Rocco a Padova; alcuni miei lavori sono nelle collezioni pubbliche di: Museo degli Argenti di Palazzo Pitti (Firenze), Museo d’Arti Applicate e Decorative Palazzo Zuckermann (Padova), Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme (Pistoia), Museo Fondazione Cominelli di Cisano di San Felice d/B (Brescia), Collezione Permanente della Triennale (Milano), Museo Casabianca di Malo (Vicenza).

Parallelamente Collaboro con importanti aziende orafe, progettando e realizzando i prototipi di nuove collezioni di preziosi e dal 1999 affianco all’attività artistica e progettuale quella didattica e formativa. 

 

STATEMENT 

IDEA. Creo oggetti da indossare che sono frutto soprattutto di intuizioni e di idee. Nelle mie collezioni di anelli ad esempio sono presenti i succulent rings -che accolgono piantine da innaffiare, i blob rings -garbugli di plastiche che trattengono obiets trouvés; tra le collane invece ci sono ondina infinita e catena montuosa – in argento, o ancora i bijoux-chocolat -gioielli realizzati in cioccolato. 

MATERIA. La realizzazione dei miei gioielli avviene non solo con metalli preziosi ma anche e soprattutto con materiali quali plastica, legno, carta, zucchero… Mi piace lavorare con la materia, capire i materiali, trarne suggerimenti e sperimentare. Sono convinta che ogni materiale abbia una sua identità.

ASPETTO. Il filo conduttore della mia ricerca, il legame visibile tra tutti i miei gioielli, è l’organicità, la magmaticità del materiale e la sensualità delle superfici.

SPIRITO. Il mio lavoro significa impegno ma anche gioco e divertimento; infatti dicono che i miei gioielli siano ludici e ironici. Lo attestano il topolino che fa capolino da una spilla, le enormi collane di marshmallow vero, l’immagine di Diabolik che pare evadere da un bracciale, la piuma di marabù su un anello. 

ERGONOMICITÀ. Il mio fare gioielli mi ha portato a costruire ornamenti da indossare, che -per quanto esuberanti nelle forme e nelle dimensioni- tengono conto dell’indossabilità valutando pesi ed equilibri in relazione alla morfologia umana (blob rings incredible, deinos rings, bigolì…). 

MUTAZIONE. Ho esplorato percorsi diversi creando anche progetti cosiddetti effimeri, che io definisco in trasformazione: candycandles –monoliti in cera destinati a sciogliersi e a rilasciare una fede in argento, bijoux-chocolat –collane formate da grandi perle di cioccolato amaro che a contatto con la pelle iniziano a liquefarsi, free.zero -gioielli fatti di neve che lentamente tornano ad essere acqua.  

PERFORMANCE. Negli ultimi anni ho cominciato a spostarmi in molte città con valigie golose ricolme di caramelle ed altre leccornie: creo live glucogioielli inanellando caramelle gommose che si forano con un filo e selezionando bonbons profumati costruisco gioielli per le persone.